Mese: febbraio 2016

…pezzi di me.

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foto personale.

È nella continua ricerca di ciò che mi manca
che mi accorgo di cercare quello
che ho conosciuto e perduto,
e alla fine contano solo i graffi che
può sopportare la mia anima,
le domande senza risposta,
prima che la mente ceda.
O quanto amore rifiutato
prima che il mio cuore si arrenda.
Mafy.

Lei

Lei era così,
nessuno si era mai accorto della sua poesia fino al giorno in cui scomparvero entrambe.
Prima Lei e poi la poesia.
Qualcuno in verità,giurò di aver sospettato che Lei piangesse di nascosto, ma erano stati commenti appena sussurrati, a cui nessuno aveva dato peso.
Ogni tanto Lei regalava sorrisi e su questo si dissero tutti d’accordo.
Si creò invece un qualche imbarazzo,soprattutto tra gli amici,quando si sparse la voce che regalasse anche parole.
Sparirono tutti,negarono e spergiurarono “…ché no, le parole non si regalano, ma siamo impazziti!?”
La poesia ne soffrì moltissimo, pensò non fosse giusto…Lei era stata felice solo nei pochi attimi in cui le parole si liberavano e potevano essere di tutti.
…e così scomparve anche la poesia.
Poi, come sempre, piano piano tutti dimenticarono, ché il vuoto lasciato dai ricordi è presto preda della realtà.
Rimase però in tutti una sensazione vaga di disagio, un inspiegabile fastidio per il rumore del mondo, che impediva loro di ascoltare le parole di Lei, che ancora libere,volteggiavano nell’aria.

Mafy.

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foto di Tina Modotti.

,

Giulia.

Tra le cose che mi devi c’è un sorriso al mattino, uno di quelli che raccontano di lenzuola stropicciate, e un bacio, uno di quelli che riescono solo dopo aver mischiato le mie voglie e il tuo sapore.
Tra le cose che mi devi c’è un abbraccio, uno di quelli con gli occhi chiusi arresi al sonno e un saluto, uno di quelli imbarazzati ché ricordano ogni attimo, ogni carezza.
Tra le cose che mi devi ci sono infiniti giorni e disperate notti e un addio, uno di quelli con lacrime, urla e baci.
Di questo amore non è rimasto niente,forse frammenti d’intenzione e stanchezza nell’anima.

 

…Sono qui, al buio, e aspetto.
Fuori c’è una luna da innamorati – da amanti- penso.
Aspetto.
So che la tua vita è altrove, c’è una donna che ti cura e ci sono dei figli.

Eppure aspetto che tu venga alla mia porta per dirmi -resto- .
Non ho giustificazioni se non l’amore, cos’altro potrebbe essere se non amore a tenermi qui, ad attendere una telefonata?
Non so cosa fare, avrei milioni di cose in testa,ma resto qua a fissare il telefono.
I pensieri corrono per conto loro,sconnessi…
Mi sono innamorata del tuo sorriso – che scema! Lo so, lo so sono cose che dicono tutti gli innamorati…ma perché io non dovrei?-
L’amore, che trasforma ogni lacrima in un bacio…
Ecco…penso che l’amore debba assomigliare un po’ a questa sensazione,un’intuizione: ho trovato un uomo che ha tutto quello che mi manca.
Quello che ha riempito i miei vuoti, anche se poi lo so non è così, certi vuoti puoi riempirli solo da te,se non accetti di annullarti.
Mentre lo penso, immagino come potrebbe essere bello potersi abbandonare lasciando a un altro le redini della propria vita.
Sto facendo questo?
È probabile che sia così, io sono l’altra, la rovina famiglie…già io sono quella che il sabato sera è sempre sola e così in ogni festa comandata.
E nelle fredde notti piovose con il vento che sbatte alle finestre, o d’estate quando il caldo della notte accende passioni e torridi pensieri…tu sei con lei.
Ho provato lo giuro, a fare a meno di te, ma stare senza di te è più doloroso che stare qui ad aspettarti.
Me ne andrò a letto devo smetterla di sperare, devo pensare a me…
Poi improvviso lo squillo del telefono:” Pronto… Sì amore,sono qui…”
Mafy.

 

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Edward  Hopper

 

Cercavo te nelle stelle

Cercavo te nelle stelle

quando le interrogavo bambino.

Ho chiesto te alle montagne,

ma non mi diedero che poche volte

solitudine e breve pace.

Perché mancavi, nelle lunghe sere

meditai la bestemmia insensata

che il mondo era uno sbaglio di Dio,

io uno sbaglio nel mondo.

E quando, davanti alla morte,

ho gridato di no da ogni fibra,

che non avevo ancora finito,

che troppo ancora dovevo fare,

era perché mi stavi davanti,

tu con me accanto,come oggi avviene,

un uomo una donna sotto il sole.

Sono tornato perché c’eri tu.

PRIMO LEVI

Mi sembrava un buon modo per iniziare la settimana…

Mafy

 

foto personale

 

Io non mi appartengo

foto di Kalosf.

Io non mi appartengo.

Non sono.

Non ho.

Conosco parole per ingannare il futuro,

ma scopro il destino più bravo di me.

Il mio cuore è sempre stato solo

anche se alla mia anima fanno 

compagnia il vento e il sole.

Di me stessa non ho memoria

se non nei racconti confusi, 

delle donne che non sono stata.

Troppo legata a visioni di una futura felicità,

ho confuso l’orizzonte, china sulla trama 

di pensieri inutili, ingannevoli.

E ora niente mi lega più a niente.

Lascio piccole tracce di me,

lo faccio per appartenermi.

Mafy.

Pietas 

Non chiediamo di essere guardati

foto personale.

 
potremmo diventare all’improvviso reali,

perdere l’invisibilità ai vostri occhi.

Potreste rimanere impigliati nei punti lenti

che tengono legate le nostre vite alla vostra normalità,

intrappolati nella trama della nostra follia.

In questa terra di nessuno che è la nostra anima,

trovare un posto che vi somiglia,

scorgere nei nostri occhi un barlume di lucidità

che potrebbe togliervi il sonno.

E così potreste avere la voglia di chiederci chi siamo

o peggio, la necessità di chiedervi chi siete.

Mafy.