Mese: aprile 2016

E verrà il giorno,in cui rimpiangeremo 

i tormenti dell’amore.

Quando non ci saranno più compagne

né ansie, né preghiere,

né struggenti passioni.

Ricorderemo allora, 

i silenzi senza fine

e ci chiederemo cos’è, 

cos’era che ci faceva soffrire.

Consapevoli di aver amato l’amore,

per amore,riconoscendone i segni

senza conoscerne il significato. 

Quando la nostra vita 

sarà tutta volta all’indietro,

interpreteremo i sogni 

sfuggendo alla realtà.
Mafy.

le briciole di Kalosf.

 

Annunci

Sogno numero otto.

Il giorno del nostro ultimo addio,
avevo gli occhi pieni di pioggia,
indossavo le mie lacrime più belle.

Ricordo eravamo di spalle,
persi in luoghi e pensieri distanti.

Cosa guardavi non so,
io guardavo la tristezza venirmi incontro.

Però sognarti è stato bello,
mi è sembrato stessi bene.
Allora vieni ogni tanto.
Vienimi in sogno.

Mafy.

12573879_999056666823501_8760346064296294862_n
Marc Chagall

21 aprile

Ci sono giorni che hanno un significato solo quando è troppo tardi per tutto.
Quando non hai più nessuna possibilità.
Quando non hai più nessuno.
Quando neanche i ricordi bastano più.
E i rimpianti non servono.
E il dolore……Il dolore lo coltivi,lo vezzeggi,lo accarezzi piano per non svegliarlo.
Perché come un amante destato vuole e pretende, e arrendersi è dolce.
E lasciarlo andare sempre più difficile.
Mafy
12301462_397529763777308_757320324970505689_n

kalosf.wordpress.com/

Bianco e nero con rosso

Ho desiderato essere bellissima per te, ho immaginato il tuo sguardo e le tue mani meravigliate di avermi.
Di notte tutto è possibile.
La notte che prima o poi finisce, lascia nel letto sfatto verità che sembrano bugie e sulla pelle bugie così vere da far dimenticare qualsiasi verità.
La notte è un bel posto per trovarsi, con le sue ombre che regalano braccia lunghissime,così ti illudi di poter abbracciare il cielo.
Ma non sono io quella che vuoi,me lo dicono i tuoi occhi e le tue mani.
Dallo specchio guardo il letto sfatto, oggi lo lascerò così.
Mi guardo…indosserò il rossetto più rosso e il mio sorriso più bello, se non posso essere la tua consolazione, forse potrò diventare il tuo rimpianto.


Mafy.

 

1207287357
bianco e nero con rosso-Leila Quarta

 

Ggente che vota…

Du’ cosette sentite su er tranve stamatina te danno la misura esatta de chi semo.

“Ma che ce vai a fa’ a votà?… a fatte pija per culo”

“Perché? Che se votava ieri? Ma penza te…nun ce lo sapevo mica…”

“…poi nun potevo, dovevo da porta’ la patata mia ar mare, che me sta n’ po’ stranita.”

“Allora nun l’hai vista la partita⁈”

“Eccerto che l’ho vista! Me so’ messo ar bar….ma che schifo er mare tutto zozzo e nessuno che fa gnente, la gente è bbona solo a lamentasse…”

“ ….c’hai raggione….e comunque se so’ menati, pe’ me c’ha ragione er capitano, je rinnovassero er contratto e la facessero finita ‘na bbona vorta….anzi sai che te dico? ‘O chiedessero a noi tifosi je famo vede’ che è ‘a democrazia…”

….nun so com’è finita la discussione, ché ero arrivata alla fermata mia,ma prima de scenne dal tranve me so’ girata e je l’ho detto “Ma li mortacci tua!”
Mafy.

La tenerezza di Angela.

 

-Adesso torno a casa e basta!-
Angela cammina in bilico sui suoi tacchi e la sua indecisione.
-Non dovevo vestirmi così…-
Si guarda di sfuggita alla vetrina del locale.
-Non è tardi, non mi ha visto nessuno-
La curiosità però la spinge a sbirciare dalla porta lasciata socchiusa.
-Ossignore quanta gente!!!…ci sono tutti!-.
Si gira decisa -Ora me ne vado-
“Angela!!! Ehi è arrivata anche Lalla!”
È Cristina:la bella, intelligente e spigliata Cristina.
Bene ormai è fatta e come sempre non ha deciso lei.
Sorride:”Ciao, eccomi qua…”
Cristina nemmeno l’ascolta la trascina dentro il locale.
-Eh si,ci sono proprio tutti…-
“Luca! Lo vedi che è venuta Lalla!!!”
“Luca…”
Sorride Luca, abbraccia Angela e sgrida scherzosamente Cristina:”Dovresti smetterla di chiamarla Lalla, lei ha sempre odiato quel nomignolo…”
Cristina li guarda un po’ perplessa e poi ride:” E da quando!? A me non lo ha mai detto…”
Non ha il tempo di rispondere Angela, che arrivano tutti gli altri ed è un turbinio di abbracci,baci e domande a cui nessuno s’aspetta veramente una risposta.
Angela si muove un po’ impacciata in giro per la sala, cercando un posto appartato da dove guardare tutti quei quarantenni scatenati.
-Finora non è andata male- pensa- Ecco…-
Si siede su una poltroncina lontana dalla bagarre della pista,sorride con tenerezza guardando i suoi ex compagni,così diversi dai tempi della scuola eppure così…uguali.
Si ricorda di ognuno di loro, ma d’altra parte per lei è sempre stato così, più facile osservare e ascoltare che essere al centro dell’attenzione.
Eppure, eppure c’è stato un tempo in cui aveva davvero desiderato essere bellissima e che Luca si accorgesse di lei, finché non era accaduto davvero e aveva pagato un prezzo altissimo.

“Ciao, non vai all’assemblea?”
Il cuore le era balzato in gola, Luca stava parlando con lei…
“Devo ripassare greco, è l’ultima interrogazione prima delle vacanze di Natale…non è che sia proprio preparata, e tu non vai?”
“Non mi interessa più di tanto… Se vuoi ti do una mano. Anzi sai che facciamo? Ripassiamo insieme, poi andiamo al bar o al parco, ti va!?”
“Si,certo che mi va!” E si era subito pentita, troppo entusiasmo nella risposta, il sorrisetto di lui ne era la conferma.
Avevano studiato ed erano poi usciti insieme, seguiti dagli sguardi di buona parte dei compagni e da qualche risatina neanche troppo nascosta.
Non riusciva a crederci, Luca, il popolare e bellissimo Luca, era al suo fianco.
Dopo di allora erano usciti insieme dalla scuola tutti i giorni e avevano iniziato a vedersi anche nei pomeriggi ed infine anche il sabato sera.
Aveva vissuto un periodo pieno di aspettative e delusioni,subito spazzate via per lasciare il posto a nuove aspettative, e batticuore e lacrime e telefonate…insomma l’amore.
L’amore come nelle favole, come nei sogni.
Poi un sabato era accaduto, la sua prima volta, tutto in una notte…il primo bacio,la prima volta che toccava un ragazzo e un ragazzo toccava lei. Senza dire una parola avevano fatto l’amore in un parco, con i cappotti addosso in una fredda notte di febbraio.
Con l’audacia dei timidi aveva chiesto a Luca:”…ma ora stiamo insieme?”
E Luca serissimo aveva risposto:”Se lo vuoi anche tu…si stiamo insieme.”

Arrossiva ancora al ricordo…

La mano di Luca sulla spalla e torna bruscamente al presente…
“Sai non pensavamo venissi stasera, non sei mai venuta tutte le volte che ti abbiamo invitato…”
-Ci siamo…adesso finalmente parleremo…-
Guarda il volto di Luca vicinissimo al suo e per un attimo pensa di mentire, ma non è più tempo di menzogne e segreti.
“Lo sai che nessuno ha mai capito perché ad un mese dagli esami di maturità tu sia sparita… Il preside è arrivato in classe e ha detto solo che ti eri ammalata e avresti dato gli esami da privatista in un’altra scuola…”
Tenta un sorriso Angela:”Davvero nessuno ha detto nulla?… Non posso crederci…”
Luca invece non sorride e non la guarda, con gli occhi segue Cristina che sta ballando:”In realtà qualcuno diceva che eri incinta…”
Ora anche Angela guarda Cristina e finalmente può parlare…
“Si aspettavo un figlio, è per questo che mi sono ritirata dalla scuola…”
Luca si fa più vicino,le afferra un braccio e la blocca, con la voce che è appena un sussurro chiede “Mio figlio?”
“Si Luca tuo figlio, di chi altri?”
Si sente morire Angela, ma continua a parlare:”Sai…non è mai nato, sembra che io non sia in grado di portare avanti una gravidanza…ho provato in questi anni…ma non è possibile. Ti dispiace lasciarmi andare? ”
“Dovevi dirmelo…”
“Certo che dovevo dirtelo…hai ragione, ma io ero venuta per dirtelo la notte che ho perso il bambino, tu eri là e non eri solo, c’era Cristina con te, eravate abbracciati e vi baciavate…Luca smettila, mi stai facendo male…”
Luca la lascia, indietreggia, ora la guarda
“Io…dovevi dirmelo…”
“Lo so…ma cosa dovevo fare? Tu non mi hai mai cercata, sono stata sola, con i miei che ancora oggi mi rinfacciano ciò che è accaduto, avevo tutti contro ed ero sola…ti ho aspettato per giorni, settimane, mesi…alla fine mi sono arresa. Quanti anni sono che state insieme tu e Cristina!? Da i tempi del liceo, dicono tutti,vero? Anche tu lo dici, no? Nessuno se li ricorda quei tre incredibili stupidi mesi, solo io…”
Si gira e se ne va Angela, non ha più nulla da dire, cerca di uscire senza farsi notare.
Appoggiata al muro vicino alla porta c’è Cristina:”Glielo hai detto!?”
” Cosa? Cosa dovevo dirgli!? Che sei venuta da me, ti sei fatta raccontare tutto, mi hai abbracciata ed hai giurato che avresti trascinato Luca da me e che non mi avreste mai lasciata sola…no Cristina, non gliel’ho detto e non ho intenzione di dirglielo…se non ti dispiace ora vado, saluta tu gli altri…”
Sente chiudersi la porta dietro di sé, si ferma un momento, aspetta che torni il dolore e invece niente, non sente niente.
Chiuso, finito, l’aspetta la vita e stavolta è pronta.
Sorride, prende il telefonino…
” Giorgio?! Sto tornando a casa…si tutto bene, no anzi no, ma ti racconto tutto appena arrivo…Cosa!?”
Ride Angela:”No niente camomilla, piuttosto…vino!”

Mafy.

 

 
Dedicata a nonna Lalla,donna bellissima e grande narratrice…

foto di Mafaldasonoio.

Desiderio

Nel momento in cui i tuoi occhi 

impercettibilmente si stringono,

il mio fiato si spezza e

sento più forte il tuo odore.

Mi guardi e tremo.

Ti sfido, non sarò io ad abbassare lo sguardo,

mentre ogni pensiero si spoglia dal pudore.

Sicuro di saper controllare l’incontrollabile,

mi catturi l’anima.

Vinta, mi arrendo ai tuoi occhi capaci di trovarmi, 

immagine reperita dal web.

 incatenarmi al centro del desiderio.

Ad un passo dal piacere.

Mafy.