La tenerezza di Angela.

 

-Adesso torno a casa e basta!-
Angela cammina in bilico sui suoi tacchi e la sua indecisione.
-Non dovevo vestirmi così…-
Si guarda di sfuggita alla vetrina del locale.
-Non è tardi, non mi ha visto nessuno-
La curiosità però la spinge a sbirciare dalla porta lasciata socchiusa.
-Ossignore quanta gente!!!…ci sono tutti!-.
Si gira decisa -Ora me ne vado-
“Angela!!! Ehi è arrivata anche Lalla!”
È Cristina:la bella, intelligente e spigliata Cristina.
Bene ormai è fatta e come sempre non ha deciso lei.
Sorride:”Ciao, eccomi qua…”
Cristina nemmeno l’ascolta la trascina dentro il locale.
-Eh si,ci sono proprio tutti…-
“Luca! Lo vedi che è venuta Lalla!!!”
“Luca…”
Sorride Luca, abbraccia Angela e sgrida scherzosamente Cristina:”Dovresti smetterla di chiamarla Lalla, lei ha sempre odiato quel nomignolo…”
Cristina li guarda un po’ perplessa e poi ride:” E da quando!? A me non lo ha mai detto…”
Non ha il tempo di rispondere Angela, che arrivano tutti gli altri ed è un turbinio di abbracci,baci e domande a cui nessuno s’aspetta veramente una risposta.
Angela si muove un po’ impacciata in giro per la sala, cercando un posto appartato da dove guardare tutti quei quarantenni scatenati.
-Finora non è andata male- pensa- Ecco…-
Si siede su una poltroncina lontana dalla bagarre della pista,sorride con tenerezza guardando i suoi ex compagni,così diversi dai tempi della scuola eppure così…uguali.
Si ricorda di ognuno di loro, ma d’altra parte per lei è sempre stato così, più facile osservare e ascoltare che essere al centro dell’attenzione.
Eppure, eppure c’è stato un tempo in cui aveva davvero desiderato essere bellissima e che Luca si accorgesse di lei, finché non era accaduto davvero e aveva pagato un prezzo altissimo.

“Ciao, non vai all’assemblea?”
Il cuore le era balzato in gola, Luca stava parlando con lei…
“Devo ripassare greco, è l’ultima interrogazione prima delle vacanze di Natale…non è che sia proprio preparata, e tu non vai?”
“Non mi interessa più di tanto… Se vuoi ti do una mano. Anzi sai che facciamo? Ripassiamo insieme, poi andiamo al bar o al parco, ti va!?”
“Si,certo che mi va!” E si era subito pentita, troppo entusiasmo nella risposta, il sorrisetto di lui ne era la conferma.
Avevano studiato ed erano poi usciti insieme, seguiti dagli sguardi di buona parte dei compagni e da qualche risatina neanche troppo nascosta.
Non riusciva a crederci, Luca, il popolare e bellissimo Luca, era al suo fianco.
Dopo di allora erano usciti insieme dalla scuola tutti i giorni e avevano iniziato a vedersi anche nei pomeriggi ed infine anche il sabato sera.
Aveva vissuto un periodo pieno di aspettative e delusioni,subito spazzate via per lasciare il posto a nuove aspettative, e batticuore e lacrime e telefonate…insomma l’amore.
L’amore come nelle favole, come nei sogni.
Poi un sabato era accaduto, la sua prima volta, tutto in una notte…il primo bacio,la prima volta che toccava un ragazzo e un ragazzo toccava lei. Senza dire una parola avevano fatto l’amore in un parco, con i cappotti addosso in una fredda notte di febbraio.
Con l’audacia dei timidi aveva chiesto a Luca:”…ma ora stiamo insieme?”
E Luca serissimo aveva risposto:”Se lo vuoi anche tu…si stiamo insieme.”

Arrossiva ancora al ricordo…

La mano di Luca sulla spalla e torna bruscamente al presente…
“Sai non pensavamo venissi stasera, non sei mai venuta tutte le volte che ti abbiamo invitato…”
-Ci siamo…adesso finalmente parleremo…-
Guarda il volto di Luca vicinissimo al suo e per un attimo pensa di mentire, ma non è più tempo di menzogne e segreti.
“Lo sai che nessuno ha mai capito perché ad un mese dagli esami di maturità tu sia sparita… Il preside è arrivato in classe e ha detto solo che ti eri ammalata e avresti dato gli esami da privatista in un’altra scuola…”
Tenta un sorriso Angela:”Davvero nessuno ha detto nulla?… Non posso crederci…”
Luca invece non sorride e non la guarda, con gli occhi segue Cristina che sta ballando:”In realtà qualcuno diceva che eri incinta…”
Ora anche Angela guarda Cristina e finalmente può parlare…
“Si aspettavo un figlio, è per questo che mi sono ritirata dalla scuola…”
Luca si fa più vicino,le afferra un braccio e la blocca, con la voce che è appena un sussurro chiede “Mio figlio?”
“Si Luca tuo figlio, di chi altri?”
Si sente morire Angela, ma continua a parlare:”Sai…non è mai nato, sembra che io non sia in grado di portare avanti una gravidanza…ho provato in questi anni…ma non è possibile. Ti dispiace lasciarmi andare? ”
“Dovevi dirmelo…”
“Certo che dovevo dirtelo…hai ragione, ma io ero venuta per dirtelo la notte che ho perso il bambino, tu eri là e non eri solo, c’era Cristina con te, eravate abbracciati e vi baciavate…Luca smettila, mi stai facendo male…”
Luca la lascia, indietreggia, ora la guarda
“Io…dovevi dirmelo…”
“Lo so…ma cosa dovevo fare? Tu non mi hai mai cercata, sono stata sola, con i miei che ancora oggi mi rinfacciano ciò che è accaduto, avevo tutti contro ed ero sola…ti ho aspettato per giorni, settimane, mesi…alla fine mi sono arresa. Quanti anni sono che state insieme tu e Cristina!? Da i tempi del liceo, dicono tutti,vero? Anche tu lo dici, no? Nessuno se li ricorda quei tre incredibili stupidi mesi, solo io…”
Si gira e se ne va Angela, non ha più nulla da dire, cerca di uscire senza farsi notare.
Appoggiata al muro vicino alla porta c’è Cristina:”Glielo hai detto!?”
” Cosa? Cosa dovevo dirgli!? Che sei venuta da me, ti sei fatta raccontare tutto, mi hai abbracciata ed hai giurato che avresti trascinato Luca da me e che non mi avreste mai lasciata sola…no Cristina, non gliel’ho detto e non ho intenzione di dirglielo…se non ti dispiace ora vado, saluta tu gli altri…”
Sente chiudersi la porta dietro di sé, si ferma un momento, aspetta che torni il dolore e invece niente, non sente niente.
Chiuso, finito, l’aspetta la vita e stavolta è pronta.
Sorride, prende il telefonino…
” Giorgio?! Sto tornando a casa…si tutto bene, no anzi no, ma ti racconto tutto appena arrivo…Cosa!?”
Ride Angela:”No niente camomilla, piuttosto…vino!”

Mafy.

 

 
Dedicata a nonna Lalla,donna bellissima e grande narratrice…

foto di Mafaldasonoio.
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