Mese: settembre 2016

LA NINNA NANNA DE LA GUERRA

 Ninna nanna, nanna ninna,

er pupetto vò la zinna:

dormi, dormi, cocco bello,

sennò chiamo Farfarello

Farfarello e Gujermone

che se mette a pecorone,

Gujermone e Ceccopeppe

che se regge co le zeppe,

co le zeppe d’un impero

mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno

ché se dormi nun vedrai

tante infamie e tanti guai

che succedeno ner monno

fra le spade e li fucili

de li popoli civili

Ninna nanna, tu nun senti

li sospiri e li lamenti

de la gente che se scanna

per un matto che commanna;

che se scanna e che s’ammazza

a vantaggio de la razza

o a vantaggio d’una fede

per un Dio che nun se vede,

ma che serve da riparo

ar Sovrano macellaro.

Chè quer covo d’assassini

che c’insanguina la terra

sa benone che la guerra

è un gran giro de quatrini

che prepara le risorse

pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,

finchè dura sto macello:

fa la ninna, chè domani

rivedremo li sovrani

che se scambieno la stima

boni amichi come prima.

So cuggini e fra parenti

nun se fanno comprimenti:

torneranno più cordiali

li rapporti personali.

E riuniti fra de loro

senza l’ombra d’un rimorso,

ce faranno un ber discorso

su la Pace e sul Lavoro

pe quer popolo cojone

risparmiato dar cannone!

(1914)
Trilussa

…pezzi di me.

Ed è già abbastanza, 

questo cielo acceso al tramonto.

…abbastanza da tener conto 

di ogni ondivago pensiero.

Guardami,

cambio ad ogni nuovo colore, 

ad ogni sfumatura 

e piano accolgo il dolore.

Doma ogni eccesso la bellezza, 

allora perché non so goderne?

La mia generazione ha perso, 

ha perso senza possibilità di riscatto.

Ha perso e io mi sento persa.

@ziaMafy

foto personale

Vanità.

Ascolto il rumore della pioggia

….lavoro.

Non cedo alla tentazione di guardare alla finestra.

Così dev’essere. 

Suturo strappi, distendo pieghe, ho mani pazienti.

Mi fanno compagnia i rumori della strada

foto personale.

…aspetto.

-Muro di nera pioggia cittadina

è così che vorrei averti.

Baci di bocche affamate

sprazzi d’azzurro e sole bagnato.-

Gesti calmi misurati e inquietudine, che non lascio mai trasparire, 

rimango immobile ad osservare la vita.

I ricordi, come questa pioggia impietosa, corrono lungo la schiena.

Cedere alla tentazione di mostrarsi, vanità delle vanità, raccontare di se.

@ziaMafy

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foto Mario Faes, folata di vento.
Non ho niente da raccontarti; così, ascolto il vento e aspetto l’autunno.
Bevo le tue parole insieme al caffè
e bruciano in gola lacrime e desideri.
Ho fretta di togliermi di dosso l’estate.
Ho fretta di cantare la pioggia,  giocare con le parole.
E voglia di occhiali appannati,
tanto dolcemente protetta dalla mia goffaggine,
da dimenticarmi di me.
@ziaMafy

Settembre

Amo la pioggia perché mi fa compagnia, calma i tumulti della mente, quieta le passioni.
Ma la pioggia di Settembre, no.
La pioggia di Settembre sa di passato e stupide canzoni, di addii e paradisi perduti…
L’aria profuma di pioggia.
Pioggia che racconta altre storie
-a goccia a goccia-
scioglie dubbi e nodi.
“Ti regalo un po’ della mia inquietudine
-come fossi estate-
come se la pioggia potesse bagnare le parole,
mettere radici ai pensieri, sopiti dal caldo, ma palpitanti di vita, di passione.”
E lentamente scivola via l’estate
cambia la luce, mutano i colori.
Stanca, spalle curve, porta il peso dei sogni perduti.
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foto by Stefano Trojano
Pesanti, lievi sogni, di stelle accese a ingannare gli occhi, di cieli caduti su mani che si sfiorano.
Lievi, pesanti sogni, portati via dalla pioggia.

@ziaMafy