Facciamo che io ero…

Pioggia.

Pioggia sporca di città

Acida di polvere

Greve di odori

Scende stanca

Lascia ditate di sporco sui muri.

Rigagnoli schiumosi corrono lungo i marciapiedi

Lentamente si insinuano nelle fessure

Crepe che si fingono un giardino

Improbabile

Ma che tenace resiste.

Pioggia d’autunno, desiderata, invocata.

Non era ieri che con i sensi intorpiditi

Sognavamo una imperitura giovinezza?

La vanità di ieri portata via dalla pioggia di oggi.

Mettiamo via l’asfalto infuocato

insieme ai pomeriggi estivi

(Foto personale)

tra una crema solare e una notte stellata.

Pioggia.

Temporale che porta via il mal di testa

Ma lascia tumulto nei pensieri.

@ziaMafy

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2 pensieri su “Facciamo che io ero…

  1. Credo che la pioggia ispiri molte persone. A me ispira.
    Ho scritto molti versi, su molte piogge, e probabilmente, molte piogge hanno scritto molti versi su di me.
    Mi piace quello che leggo. Sono versi – che fanno toccare con mano la strada – e lo scrosciare del tempo che passa, e si ripresenta, ma non è mai quello di prima.

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