Tag: Donne

Vento 

Chiedimi di restare

ma chiedimelo adesso.

Tra un minuto sarà tardi.

Tra un minuto sarò 

un sorriso obliquo e occhi chiusi.

Un cielo che abbaglia e niente più notti.

Una porta chiusa alle spalle

e davanti, una finestra spalancata.

Tra un minuto sarò azzurro 

e rosso delle labbra.

@ziaMafy

Artista, Ivana Vento

Io, Maddalena.

E quanto amore c’era in ogni passo che da te mi allontanava.

Quanto amore in ogni silenzio

…e quanto, nascosto 

nella complicità di un sorriso?

Niente verrebbe da dire,

ma niente è una bugia da raccontare a te o

regalare al mondo.

Per non spaventarti.

Ora che è il tuo tempo,

vivi,

io ti tengo.

@ziaMafy

Maddalena, photo by Alessandra Lanzafame.
L’Italia non è un paese per mamme lavoratrici…niente tutela, scarseggiano gli asili nido e della scuola materna…meglio tacere.
Sei/ottocento euro al mese (…e ringrazia Dio che ti faccio lavorare!) affitti impossibili, mezzi di trasporto da terzo mondo e non troviamo niente di meglio che chiedere figli per la nazione?
Magari iniziamo ad investire sulle future mamme, a garantire loro un lavoro, non dico la casa o la scuola, per carità non sono così pazza da chiederlo, queste son cose da paesi nordici.
Una sola domanda un ministro della Repubblica Italiana non dovrebbe avere il ‘polso del paese’ ?
Dopo i bamboccioni, le fattrici.
Come se una donna non potesse scegliere di non avere figli, come se una donna fosse donna, solo procreando.
No, non ci siamo caro ministro, la ripresa passa dalle donne non sulle donne.
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foto presa dal web.
Stupida notte di vento e poche stelle
da qualche parte, certo, sta piovendo.
Non c’è il solito vociare, rare le auto
e frettolosi i passi per la strada.
Sta finendo un’altra inutile estate di sciocchi progetti d’allegria, di segreti e sogni.
Stupida malinconia di cose che sai di non avere, che non hai mai avuto.
Accarezzo, al buio, il mio piccolo segreto.
Un sogno piccolo, ridicolo, fragile.
Stupida struggente notte di vento e parole.
Quelle che non ho mai detto, quelle regalate a tutti.
…è ora di arrendersi, colpa del vento che brucia gli occhi, forse, ma non vedo più la mia stella.
@ziaMafy
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foto personale
 
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Sara alla stazione.

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forme geometriche nel cielo di città, foto personale 

 

L’uomo vestito di grigio guarda davanti a sé.

– Mai avuto così tanto tempo e così poco da fare…chissà a cosa sta pensando?-

Cammina sulla linea gialla della banchina, lentamente,un passo dopo l’altro.

– Farò tardi…- Si ferma…si è accorto che lo sto fissando? Abbasso gli occhi, non ho voglia di parlare. Guardo di sottecchi : è fermo davanti a me, accenna un sorriso e torna a camminare sulla striscia gialla. Conto i suoi passi…uno, due e tre…si ferma e poi ricomincia. Uno, due, tre…

Mai ho avuto così tanto tempo e fatto così poco. A cosa serve poi?

…uno, due, tre…- Il treno è in ritardo. Inutile mentire, non prenderò il treno…torno a casa.-

Invece rimango qui. L’uomo in grigio ora sta parlando con un gruppo di uomini, tutti in giacca e cravatta forse colleghi, certo un viaggio di lavoro. Guardo oltre. – Vorrei…niente in realtà non voglio niente. Ho freddo , forse dovrei…tanto non andrò da nessuna parte…

Vorrei, vorrei solo raccontarti di come mi manchi la notte, quando ho paura. Perché ho paura, sai? Mi sembra tutto così complicato, ho sempre più spesso giorni bui, senza luce. Mi sono sentita in colpa, perché ho sperato. Non è sciocco? Eppure, ho sperato. Invece niente, sono seduta in una stazione a parlare con te. Chissà se mi ascolti…

Il treno, finalmente. L’uomo in grigio rimane fermo, immobile, per un attimo penso che, anche lui come me, non avrà il coraggio di prendere questo treno. Un fermo immagine, poi tutto si anima all’improvviso.. Dov’era tutta questa gente? Gli uomini in giacca e cravatta parlano sottovoce con il capotreno che annuisce e li accompagna verso l’ultima carrozza. Poi solo silenzio e una bara. Di nuovo tutto fermo. L’uomo vestito di grigio guarda davanti a sé. Io resto ancora un po’, non ho fretta, non più. Ci saranno altri treni forse.. o forse no. Non importa, ho me e una vita da inventare.

@ziaMafy

Di certe mattine, 

quando l’illusione di essere padrona delle parole ti fa credere di poter,

 impunemente, 

raccontare cosa c’è nel tuo cuore.

Impunemente.

Invece no, nessuna verità  resterà impunità.

Darsi così.

Regalarti l’anima e sapere che mai, 

mai la riceverai tra le mani, 

mai l’accarezzerai.

Mai né ascolterai la voce, né risponderai.

Allora a cosa serve raccontare?

A cosa serve svelarsi?

…sono solo parole, alla fine sono solo parole.

A te non arriveranno mai, a me servono per non sentirmi sola,

ad avere l’illusione che, libere vaghino, a creare altre parole,

altre verità.

A creare amore.

Mafy.

Josef Hoflehner, paesaggi in bianco e nero.

Bianco e nero con rosso

Ho desiderato essere bellissima per te, ho immaginato il tuo sguardo e le tue mani meravigliate di avermi.
Di notte tutto è possibile.
La notte che prima o poi finisce, lascia nel letto sfatto verità che sembrano bugie e sulla pelle bugie così vere da far dimenticare qualsiasi verità.
La notte è un bel posto per trovarsi, con le sue ombre che regalano braccia lunghissime,così ti illudi di poter abbracciare il cielo.
Ma non sono io quella che vuoi,me lo dicono i tuoi occhi e le tue mani.
Dallo specchio guardo il letto sfatto, oggi lo lascerò così.
Mi guardo…indosserò il rossetto più rosso e il mio sorriso più bello, se non posso essere la tua consolazione, forse potrò diventare il tuo rimpianto.


Mafy.

 

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bianco e nero con rosso-Leila Quarta

 

La tenerezza di Angela.

 

-Adesso torno a casa e basta!-
Angela cammina in bilico sui suoi tacchi e la sua indecisione.
-Non dovevo vestirmi così…-
Si guarda di sfuggita alla vetrina del locale.
-Non è tardi, non mi ha visto nessuno-
La curiosità però la spinge a sbirciare dalla porta lasciata socchiusa.
-Ossignore quanta gente!!!…ci sono tutti!-.
Si gira decisa -Ora me ne vado-
“Angela!!! Ehi è arrivata anche Lalla!”
È Cristina:la bella, intelligente e spigliata Cristina.
Bene ormai è fatta e come sempre non ha deciso lei.
Sorride:”Ciao, eccomi qua…”
Cristina nemmeno l’ascolta la trascina dentro il locale.
-Eh si,ci sono proprio tutti…-
“Luca! Lo vedi che è venuta Lalla!!!”
“Luca…”
Sorride Luca, abbraccia Angela e sgrida scherzosamente Cristina:”Dovresti smetterla di chiamarla Lalla, lei ha sempre odiato quel nomignolo…”
Cristina li guarda un po’ perplessa e poi ride:” E da quando!? A me non lo ha mai detto…”
Non ha il tempo di rispondere Angela, che arrivano tutti gli altri ed è un turbinio di abbracci,baci e domande a cui nessuno s’aspetta veramente una risposta.
Angela si muove un po’ impacciata in giro per la sala, cercando un posto appartato da dove guardare tutti quei quarantenni scatenati.
-Finora non è andata male- pensa- Ecco…-
Si siede su una poltroncina lontana dalla bagarre della pista,sorride con tenerezza guardando i suoi ex compagni,così diversi dai tempi della scuola eppure così…uguali.
Si ricorda di ognuno di loro, ma d’altra parte per lei è sempre stato così, più facile osservare e ascoltare che essere al centro dell’attenzione.
Eppure, eppure c’è stato un tempo in cui aveva davvero desiderato essere bellissima e che Luca si accorgesse di lei, finché non era accaduto davvero e aveva pagato un prezzo altissimo.

“Ciao, non vai all’assemblea?”
Il cuore le era balzato in gola, Luca stava parlando con lei…
“Devo ripassare greco, è l’ultima interrogazione prima delle vacanze di Natale…non è che sia proprio preparata, e tu non vai?”
“Non mi interessa più di tanto… Se vuoi ti do una mano. Anzi sai che facciamo? Ripassiamo insieme, poi andiamo al bar o al parco, ti va!?”
“Si,certo che mi va!” E si era subito pentita, troppo entusiasmo nella risposta, il sorrisetto di lui ne era la conferma.
Avevano studiato ed erano poi usciti insieme, seguiti dagli sguardi di buona parte dei compagni e da qualche risatina neanche troppo nascosta.
Non riusciva a crederci, Luca, il popolare e bellissimo Luca, era al suo fianco.
Dopo di allora erano usciti insieme dalla scuola tutti i giorni e avevano iniziato a vedersi anche nei pomeriggi ed infine anche il sabato sera.
Aveva vissuto un periodo pieno di aspettative e delusioni,subito spazzate via per lasciare il posto a nuove aspettative, e batticuore e lacrime e telefonate…insomma l’amore.
L’amore come nelle favole, come nei sogni.
Poi un sabato era accaduto, la sua prima volta, tutto in una notte…il primo bacio,la prima volta che toccava un ragazzo e un ragazzo toccava lei. Senza dire una parola avevano fatto l’amore in un parco, con i cappotti addosso in una fredda notte di febbraio.
Con l’audacia dei timidi aveva chiesto a Luca:”…ma ora stiamo insieme?”
E Luca serissimo aveva risposto:”Se lo vuoi anche tu…si stiamo insieme.”

Arrossiva ancora al ricordo…

La mano di Luca sulla spalla e torna bruscamente al presente…
“Sai non pensavamo venissi stasera, non sei mai venuta tutte le volte che ti abbiamo invitato…”
-Ci siamo…adesso finalmente parleremo…-
Guarda il volto di Luca vicinissimo al suo e per un attimo pensa di mentire, ma non è più tempo di menzogne e segreti.
“Lo sai che nessuno ha mai capito perché ad un mese dagli esami di maturità tu sia sparita… Il preside è arrivato in classe e ha detto solo che ti eri ammalata e avresti dato gli esami da privatista in un’altra scuola…”
Tenta un sorriso Angela:”Davvero nessuno ha detto nulla?… Non posso crederci…”
Luca invece non sorride e non la guarda, con gli occhi segue Cristina che sta ballando:”In realtà qualcuno diceva che eri incinta…”
Ora anche Angela guarda Cristina e finalmente può parlare…
“Si aspettavo un figlio, è per questo che mi sono ritirata dalla scuola…”
Luca si fa più vicino,le afferra un braccio e la blocca, con la voce che è appena un sussurro chiede “Mio figlio?”
“Si Luca tuo figlio, di chi altri?”
Si sente morire Angela, ma continua a parlare:”Sai…non è mai nato, sembra che io non sia in grado di portare avanti una gravidanza…ho provato in questi anni…ma non è possibile. Ti dispiace lasciarmi andare? ”
“Dovevi dirmelo…”
“Certo che dovevo dirtelo…hai ragione, ma io ero venuta per dirtelo la notte che ho perso il bambino, tu eri là e non eri solo, c’era Cristina con te, eravate abbracciati e vi baciavate…Luca smettila, mi stai facendo male…”
Luca la lascia, indietreggia, ora la guarda
“Io…dovevi dirmelo…”
“Lo so…ma cosa dovevo fare? Tu non mi hai mai cercata, sono stata sola, con i miei che ancora oggi mi rinfacciano ciò che è accaduto, avevo tutti contro ed ero sola…ti ho aspettato per giorni, settimane, mesi…alla fine mi sono arresa. Quanti anni sono che state insieme tu e Cristina!? Da i tempi del liceo, dicono tutti,vero? Anche tu lo dici, no? Nessuno se li ricorda quei tre incredibili stupidi mesi, solo io…”
Si gira e se ne va Angela, non ha più nulla da dire, cerca di uscire senza farsi notare.
Appoggiata al muro vicino alla porta c’è Cristina:”Glielo hai detto!?”
” Cosa? Cosa dovevo dirgli!? Che sei venuta da me, ti sei fatta raccontare tutto, mi hai abbracciata ed hai giurato che avresti trascinato Luca da me e che non mi avreste mai lasciata sola…no Cristina, non gliel’ho detto e non ho intenzione di dirglielo…se non ti dispiace ora vado, saluta tu gli altri…”
Sente chiudersi la porta dietro di sé, si ferma un momento, aspetta che torni il dolore e invece niente, non sente niente.
Chiuso, finito, l’aspetta la vita e stavolta è pronta.
Sorride, prende il telefonino…
” Giorgio?! Sto tornando a casa…si tutto bene, no anzi no, ma ti racconto tutto appena arrivo…Cosa!?”
Ride Angela:”No niente camomilla, piuttosto…vino!”

Mafy.

 

 
Dedicata a nonna Lalla,donna bellissima e grande narratrice…

foto di Mafaldasonoio.

Nero.

Quando ho paura,immobile, al buio aspetto
e mai ho aspettato invano,
tutte le bizzarre creature
che popolano la mia improbabile realtà.
Nascosti in un angolo della mia anima,
si moltiplicano, traboccano, esplodono.

Dapprima è un lento scorrere di volti,
pulsano le tempie e lentamente scompare la vista…
un crescendo di voci
il dolore si sposta sugli occhi…
ed esplodono i colori e i suoni,
non può durare più a lungo…
straripano i ricordi;
lutti e cenere nella bocca.

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foto personale

Siete qui, tutti.
E vi ho amati tutti,
chi ancora mi chiama,
chi in silenzio disapprova.

Il mio giorno di pietra è quasi finito.
Aspetto un nuovo giorno e so che non è lontano.

Mafy.