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(E)migranti.

Porta in dono, alla Città Santa,
occhi bambini e mani adulte.
Porta i tuoi sogni da raccontare
e i tuoi figli da immolare.
Dentro i templi dei sogni mai nati,
chiedi misericordia per le tue figlie.
Le tue figlie, sangue nuovo ad ogni luna
per scaldare domani scaduti e ossa gelate.
Confessa lo spavento di ogni 'desiderata'
e sputa.
Sputa la tua rabbia e i tuoi sogni.

@ziaMafy

Foto personale

Lei, la poesia.

Lei, la poesia.

Lei sa come attraversarti la vita senza lasciare traccia, calca l’orma dei tuoi sogni.
Lo fa con tanti e nessuno ne è infastidito, quasi nessuno lo trova spiacevole e come potrebbero mai?… semplicemente non sanno. All’improvviso, avvertono questo assoluto bisogno di parole nuove, di guardare al mondo con diversa attenzione e ad essere preda di una passione, una smania, mai mai provata prima.
Allora sorridete, se vi capita d’incontrare chi si commuove guardando i colori dell’alba, loro non lo sanno, ma sono stati toccati da lei.
Sono suoi, non sanno cosa fare e bellissimi, piangono. E quelli che lo sanno, invece,

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Foto, Chema Madoz.

hanno gli occhi stellati di chi si è arreso sorridendo.
Pochi, pochissimi riescono a trattenerla, a innamorarla e quando succede il mondo si ferma, forse non capisce, ma trattiene il respiro….lei ama e tutto è più bello.
Dedicata.
@ziaMafy

Sono una donna semplice,
ho bisogni semplici…
quasi elementari.
Pettinarmi i capelli, per spettinarmi l’anima
Truccarmi il viso per poi sparire.
Non mi fido di me, non lo do a vedere, ma mi conosco.
Conosco ogni pigro risveglio.
Ogni amore avvelenato.
Ogni tradimento.
Ogni silenzio.
Non starmi troppo vicino, mi sento prigioniera.
Sulla bocca migliaia di parole vuote, senza significato.
Le mie e le tue.
Undated, Chicago, IL
Foto, Vivian Maier
Forse più le mie, così inutili e amare.
Le tue, da tempo, non le amo più.

 

@ziaMafy

 

 

Ottobre.

 Non accadrà mai, pensò…

e mentre lo pensava, avvenne.

Riempiti il bicchiere

Ottobre

siedi vicino a me e ripensami,

com’è giusto che sia,

conta sulle dita della mano la tua età e i miei anni.

Sembra così vicino l’inverno,

come l’estate ieri.

Avremmo bisogno, forse, anche di un fuoco acceso,

per bruciare tutte le possibilità.

Se sposti leggermente la testa puoi guardare la mia metà sorridente

o più lontano guardare come si sposano i colori

là, tra le montagne e le nuvole basse.

Ma non guardare me,

potresti vedermi

e quando te ne andrai lasciarmi in dono le tue perplessità.

 

@ziaMafy

 

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Foto, Soraya Battistioli.

Il mio compleblog…

Un anno fa ho creato questo blog e l’ho fatto come faccio tutto nella vita, così di pancia… senza riflettere. senza pensare.

Non sapevo niente di blog, né di tags (chiedo scusa ai blogger che mi hanno taggata e ai quali non ho mai risposto, ecco mi sento a disagio, non so mai cosa fare, rimango immobile e aspetto e aspetto e aspetto. Cosa non si sa, lascio che le ‘cose’ accadano, fondamentalmente sono timida o forse solo accidiosa o…come sempre mi lascio prendere la mano e dimentico cosa volevo dire o fare, come in questo caso…)

…ecco dicevo, non sapevo nulla di blog e non è che adesso le cose siano migliorate,eh!

Però una cosa la devo dire, mi piace stare qui. Mi piace avere la possibilità di scrivere quello che sento, sgravarmi dei pensieri che si ammassano disordinati nella testa…è il mio modo di dare una parvenza di ordine alla vita.

E mi piace leggere tra i blog, scoprire che pensieri, disagi e sentimenti ci accomunano e poi…poi solo grazie, a chi senza sapere nulla di me mi ha comunque riconosciuta.

Grazie.

@ziaMafy

L’Italia non è un paese per mamme lavoratrici…niente tutela, scarseggiano gli asili nido e della scuola materna…meglio tacere.
Sei/ottocento euro al mese (…e ringrazia Dio che ti faccio lavorare!) affitti impossibili, mezzi di trasporto da terzo mondo e non troviamo niente di meglio che chiedere figli per la nazione?
Magari iniziamo ad investire sulle future mamme, a garantire loro un lavoro, non dico la casa o la scuola, per carità non sono così pazza da chiederlo, queste son cose da paesi nordici.
Una sola domanda un ministro della Repubblica Italiana non dovrebbe avere il ‘polso del paese’ ?
Dopo i bamboccioni, le fattrici.
Come se una donna non potesse scegliere di non avere figli, come se una donna fosse donna, solo procreando.
No, non ci siamo caro ministro, la ripresa passa dalle donne non sulle donne.
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foto presa dal web.

Sara alla stazione.

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forme geometriche nel cielo di città, foto personale 

 

L’uomo vestito di grigio guarda davanti a sé.

– Mai avuto così tanto tempo e così poco da fare…chissà a cosa sta pensando?-

Cammina sulla linea gialla della banchina, lentamente,un passo dopo l’altro.

– Farò tardi…- Si ferma…si è accorto che lo sto fissando? Abbasso gli occhi, non ho voglia di parlare. Guardo di sottecchi : è fermo davanti a me, accenna un sorriso e torna a camminare sulla striscia gialla. Conto i suoi passi…uno, due e tre…si ferma e poi ricomincia. Uno, due, tre…

Mai ho avuto così tanto tempo e fatto così poco. A cosa serve poi?

…uno, due, tre…- Il treno è in ritardo. Inutile mentire, non prenderò il treno…torno a casa.-

Invece rimango qui. L’uomo in grigio ora sta parlando con un gruppo di uomini, tutti in giacca e cravatta forse colleghi, certo un viaggio di lavoro. Guardo oltre. – Vorrei…niente in realtà non voglio niente. Ho freddo , forse dovrei…tanto non andrò da nessuna parte…

Vorrei, vorrei solo raccontarti di come mi manchi la notte, quando ho paura. Perché ho paura, sai? Mi sembra tutto così complicato, ho sempre più spesso giorni bui, senza luce. Mi sono sentita in colpa, perché ho sperato. Non è sciocco? Eppure, ho sperato. Invece niente, sono seduta in una stazione a parlare con te. Chissà se mi ascolti…

Il treno, finalmente. L’uomo in grigio rimane fermo, immobile, per un attimo penso che, anche lui come me, non avrà il coraggio di prendere questo treno. Un fermo immagine, poi tutto si anima all’improvviso.. Dov’era tutta questa gente? Gli uomini in giacca e cravatta parlano sottovoce con il capotreno che annuisce e li accompagna verso l’ultima carrozza. Poi solo silenzio e una bara. Di nuovo tutto fermo. L’uomo vestito di grigio guarda davanti a sé. Io resto ancora un po’, non ho fretta, non più. Ci saranno altri treni forse.. o forse no. Non importa, ho me e una vita da inventare.

@ziaMafy

Ombre.

Dimmi,
cosa sarebbe l’amore,
se non ci fossero i poeti a raccontarcelo?

Sorrido leggendo poesie d’amore,

 

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foto di Kai Ziehl.

  

 

ma l’amore, l’amore mi fa piangere.
In lacci stretti che fermano il sangue mi costringe.
Cerco la bellezza in ogni sua forma e
guardo invecchiare le mie mani.
Ricordo quando il futuro
era roccia da incidere,
ora che è il mio passato
non mi pento di niente.
Amo ogni mia ruga,
ogni difetto,
che sa di tempo vissuto.
È la somma dei tuoi sorrisi,
che devo sottrarre
o forse solo imparare
(…anche se è un pensiero che mi fa tremare…)
che non ci sei più.

Mafy.